The birth of credit cards

01/30/2018 Industry news

Come ha detto il commissario europeo per la concorrenza, la danese Margrethe Vestager : "Many consumers use payment cards every day in shops or online". Le carte sono infatti diventate un habitué dei portafogli dei consumatori e hanno guadagnato moltissima popolarità. Per quanto riguarda il segmento delle carte di credito, la diffusione è enorme e, secondo il Post, più del 70% degli adulti americani ne possiede almeno una. Secondo Statista, nell'anno 2012, i brand più famosi di carte di credito contavano circa 2123,2 milioni di carte in circolazione! Un numero straordinario se pensiamo che il prodotto è sbarcato sul mercato solamente 60 anni fa. Ci sembra quindi importante ripercorrere le prime più importanti tappe della storia di questo strumento di pagamento tanto utilizzato ai giorni nostri!

Tra gli anni 50 e 60, una serie di avanzamenti tecnologici hanno rivoluzionato il settore dei pagamenti influenzando il comportamento dei consumatori. Ma come è cominciato? Leggi come sono arrivate le prime più importanti carte sul mercato qui sotto. 

1946 Il primo passo verso le carte di credito. La “Charge-it” 

Quella che consideriamo la prima carta bancaria “universale” è stata lanciata da un banchiere di Brooklin, tale John Biggins, nel 1946. Il funzionamento era simile alle procedure attuali: i consumatori potevano presentare la carta ai negozianti e lasciare che la banca si assumesse la responsabilità di effettivamente pagare il conto. In seguito la banca stessa collezionava il debito dai possessori della carta. Il concetto era rivoluzionario ma limitato alla piccola area geografica di pochi negozi. 

                           

Image source: www.cardrates.com/advice/who-invented-the-first-bank-issued-credit-card/

Per questo possiamo considerare il lancio della “Charge-it” nel 1946 come il primo, grande passo verso le carte di credito che conosciamo oggi.

1950 Un’altra grande svolta. La “Diners club”

La “Diners club” deve la sua esistenza ad un avvenimento ben preciso, ovvero quando il signor Frank McNamara dimenticó il portafogli durante una cena di lavoro. Allora arrivó l’illuminazione: quanto sarebbe stato semplice possedere uno strumento di pagamento che servisse a piú funzionalità? Fu cosí che un anno dopo, il co-fondatore della carta “Diners club” , Frank McNamara, tornó nello stesso ristorante di Manhattan e pagó con la “Diners Club” che lui stesso denominó “carta di credito” -lanciata nel 1950- . Questo evento è ironicamente ricordato del gruppo IDC come “the first supper” (la prima cena). Non si trattava peró di una vera e propria carta di credito ma piuttosto di una charge card*. Questa carta, infatti, richiedeva che i possessori saldassero il conto direttamente alla fine di ogni ciclo di fatturazione.

Image source: www.dinersclub.it/diners-club/la-nostra-storia/

Questa invenzione rappresenta una svolta importante per lo sviluppo delle carte di credito, purtroppo la sua popolarità era inizialmente solo ristretta a uomini d’affari e pochi ristoranti e hotel.

1958 Un nuovo player fa tremare Fresno. Il “Fresno drop”

Dopo questi avvenimenti l’invenzione di una carta di credito con credito revolving* sembra una conseguenza logica. É cosí che venne rilasciata la “Bankamericard” dalla Bank of America nel 1958, il primo tentativo di carta di credito di successo.

Tuttavia, il lancio del prodotto avvenne in maniera alquanto bizzarra. Migliaia di ignari cittadini di un piccolo centro urbano della California centrale, Fresno, ricevettero per posta una lettera contenente una carta di credito, furono inviate circa 60 000 lettere! L’evento è ricordato dal podcast di 99% invisible come il “Fresno drop”. Con questa mossa, la banca si assicuró una base di clienti molto più ampia delle precedenti carte e di conseguenza più negozi cominciarono ad accettare la “Bankamericard” come metodo di pagamento.

Image source: about.bankofamerica.com/en-us/our-story/birth-of-modern-credit-card.html

Dalla bankamericard nasce VISA, uno dei più famosi brand di carte di credito, anche considerata nel 2016 la più grande carta di credito per shares (escludendo il mercato cinese) secondo Finextra.

Nello stesso anno, anche American Express decise di lanciare il suo prodotto (sullo stampo della Diners club), si trattava ancora una volta di una charge card. Al suo lancio, già ben 17 500 stabilimenti accettavano la carta Amex, a riprova della nuova mentalità che travolgeva i negozianti e i consumatori: il panorama dei pagamenti era pronto ad accettare un nuovo giocatore in campo ovvero le carte di credito. Non dobbiamo dimenticare che l'American Express portó una grande innovazione nell’industria delle carte di credito: Amex fu la prima a proporre le carte di credito in plastica nel 1959 quando fino a quel momento le carte erano fatte di cartoncino.

1966 Viene formato il gruppo ICA per competere con la Bank of America

Un gruppo di banche californiane decise di fronteggiare ed entrare in competizione con la Bank of America e la sua carta di credito “Bankamericard” lanciando una nuova carta di credito con credito revolving chiamata “Master charge” . A questo proposito, le 4 banche californiane crearono il gruppo ICA (interbank Card Association) . La carta di credito creata dal gruppo ICA fu emessa sul mercato nel 1966 e pochi anni dopo il gruppo ICA cominció a esportare oltre confine il prodotto associandosi con diverse banche nel mondo. È qui che la futura MasterCard Worldwide nasce e si sviluppa fino alla forma in cui la conosciamo oggi.

Image source: brand.mastercard.com/brandcenter/more-about-our-brands/brand-history.html

 

* La più grande differenza tra una charge card e una carta di credito con credito revolving è costituita dai termini di pagamento. Una carta di credito revolving permette al possessore di decidere se ripagare interamente il debito alla fine del ciclo di fatturazione (alla fine del mese) o se posticipare il pagamento di una parte del debito pagando alcuni interessi. Una charge card non permette al possessore di decidere quando e come ripagare il debito, questo deve sempre essere saldato alla fine di ogni ciclo di fatturazione.

 

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